Dati fiscali

Gianluigi Cirilli

Via Diego Valeri n. 23

c.f. CRLGLG65M05L736J

partita IVA 00549720282

Francesco Cirilli

Via Diego Valeri n. 23

c.f. CRLFNC75A14G224E

partita IVA 04384000289

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news

L’art. 1 comma 248 della Legge di Bilancio 2021 ha disposto l’ulteriore prolungamento della moratoria dei finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI) dal 31gennaio 2021 al 30 giugno 2021.
La misura riguarda:

  1. per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 giugno 2021;
  2. per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 giugno 2021 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 giugno 2021 alle medesime condizioni;
  3. per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 giugno 2021 è sospeso sino al 30 giugno 2021 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Per le imprese già ammesse, alla data di entrata in vigore della presente legge, alle misure di sostegno finanziario previste dall’articolo 56, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la proroga della moratoria, opera automaticamente senza alcuna formalità, salva l’ipotesi di rinuncia espressa da parte dell’impresa beneficiaria, da far pervenire al soggetto finanziatore entro il termine del 31 gennaio 2021 o, per le imprese del comparto turistico di cui all’articolo 77, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, entro il 31 marzo 2021
Le imprese che presentino esposizioni debitorie che non siano state ancora ammesse alle misure di sostegno, alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere ammesse, presentando domanda entro il 31 gennaio 2021, alle predette misure di sostegno finanziario secondo le medesime condizioni e modalità previste dallo stesso articolo 56, come modificato dall’Art. 1 comma 248 della Legge di Bilancio 2021.

Così come disposto dalla L. 27.12.2020, n. 160 (legge di Bilancio 2020) dal 1° luglio 2020 il limite per l'utilizzo del contante, passerà dagli attuali € 2.999 alla soglia massima di € 1.999. Tale limite subirà un’ulteriore riduzione a decorrere dal 1° gennaio 2022 quando il limite massimo di uso dei contanti per acquisti di beni e servizi scenderà a € 999. Il limite riguarda sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento e coinvolge anche le donazioni e i prestiti, compresi quelli tra familiari. Le sanzioni minime previste variano a € 3.000 a € 50.000, a carico di entrambe le parti; nella violazione è coinvolto sia chi effettua il pagamento, sia chi lo riceve.

Il Ministero dello Sviluppo Economico con circolare del 25 marzo 2020 ha disposto che, su richiesta dell'impresa le Camere di commercio, nell’ambito dei poteri loro riconosciuti dalla legge, possono rilasciare dichiarazioni in lingua inglese sullo stato di emergenza in Italia conseguente all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e sulle restrizioni imposte dalla legge per il contenimento dell'epidemia, quale documento a supporto del commercio internazionale.

In particolare, con tali dichiarazioni, le Camere di Commercio potranno attestare di aver ricevuto dall'impresa richiedente una dichiarazione in cui, facendo riferimento alle restrizioni disposte dalle Autorità di Governo e allo stato di emergenza in atto, l’impresa medesima afferma di non aver potuto assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali precedentemente assunti per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale.

E’ previsto all’esame del Consiglio dei Ministri convocato per questa mattina il decreto c.d. “salva economia”.

Le bozze circolate ieri prevedono:

  • per tutti, il rinvio al 20 marzo dei versamenti in scadenza oggi,
  • per soggetti di minori dimensioni che verranno elencati nel decreto ed identificati in base al volume di affari conseguito nel periodo di imposta 2019, saranno disposte sospensioni più ampie.

Preso quindi atto del differimento per tutti i contribuenti dei versamenti scadenti in data odierna al prossimo venerdì 20 marzo, provvederemo ad inviare ulteriore informativa, non appena il decreto verrà pubblicato.

Si segnala che la disciplina del nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, riguardante gli acquisti effettuati a partire dallo scorso 1° gennaio 2020, prevede, a differenza di quanto previsto per i super e iperammortamenti, l’indicazione nella fattura di acquisto del bene di un’apposita dicitura.

Nello specifico, l’art. 1 comma 195 della L. 160/2019 stabilisce che “ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194”.

Tale obbligo riguarda l’acquisto di tutti i beni strumentali agevolabili, sia quelli materiali “ordinari” (beni ex super ammortizzabili, ai quali è associato il credito d’imposta del 6%), sia quelli materiali e immateriali “4.0” (beni ex iper ammortizzabili, ai quali è associato un credito d’imposta rispettivamente del 40% o del 15%).

Pertanto, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere una dicitura specifica recante il riferimento alla disposizione agevolativa. (Ad esempio per un bene “ordinario” “spesa agevolabile ai sensi dell’art. 1 co. 185 della L. 160/2019”).

Non è chiaro al momento se la mancata indicazione della dicitura in fattura comporti o meno la decadenza dal beneficio o quale altra sanzione. In caso di omissione, potrebbe essere prudente richiedere lo storno della fattura elettronica carente della dicitura (con nota di credito) e la riemissione della fattura elettronica completa della dicitura.

Nella giornata di ieri, 27 giugno, il Senato ha approvato, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, l’articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del D.L. 34/2019.

Diventa quindi ufficiale la proroga al 30 settembre 2019 dei termini per i versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva, scadenti tra il 30 giugno e il 30 settembre 2019, per i soggetti nei confronti dei quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) in sostituzione degli Studi di Settore, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito.

Possono parimenti beneficiare della proroga i soci delle società che svolgono attività per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, ma soltanto se determinano il reddito per trasparenza (sas, snc ed srl che hanno effettuato la specifica opzione).

Sono invece esclusi della proroga i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi di importo superiore a 5.164.569 euro.

Ai fini dei pagamenti rateali delle imposte, la proroga dovrebbe comportare il pagamento delle rate di luglio-agosto-settembre entro il 30/09 ed il versamento nei termini ordinari per le rate di ottobre e novembre oppure la riduzione del numero di rate.

Il credito d’imposta per la formazione 4.0 è una possibilità di risparmio fiscale per le imprese e un’opportunità di crescita per i lavoratori.

La novità introdotta dalla Legge di Bilancio, nella disciplina del credito di imposta a favore delle imprese che investono in iniziative di formazione del personale dipendente, dispone la proroga del bonus per la formazione 4.0, che è ammesso anche per il 2019, e la ridefinizione delle misure per la determinazione del credito d’imposta, rivedendo le percentuali di spesa ammessa, che saranno:

  • 50% per le piccole imprese, con tetto di spesa annuo di 300 mila euro;
  • 40% per le medie aziende, con tetto di spesa annuo di 300 mila euro;
  • 30% per le grandi imprese, con tetto di spesa annuo di 200 mila euro.

I temi formativi ammessi sono vari e comprendono la formazione in ambito big data e analisi dei dati, cyber security, prototipazione rapida, realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, etc..

Al fine di migliorare il livello e la qualità di internazionalizzazione delle PMI italiane, viene introdotto un credito d'imposta per la partecipazione a fiere internazionali da parte delle PMI esistenti al 1° gennaio 2019.

Il credito è pari al 30%, nel limite massimo di 60.000 euro, delle spese di partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore, che si svolgono all'estero, relativamente alle spese per l'affitto e l’allestimento degli spazi espositivi, e per le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione connesse alla partecipazione.

Con decreto Mise, da adottare entro il 29 giugno, saranno stabilite le disposizioni applicative con riferimento alle tipologie di spese ammesse al beneficio, alle procedure per l'ammissione al beneficio (che avviene secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative domande), all’elenco delle manifestazioni fieristiche internazionali di settore per cui è ammesso il credito di imposta ed alle procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta.

Il 19 febbraio 2019 scade il termine per l’invio della comunicazione ENEA relativa ai lavori di ristrutturazione conclusi tra il 1° gennaio 2018 ed il 21 novembre 2018. La trasmissione è obbligatoria esclusivamente per i lavori che comportano un risparmio energetico, compreso l'acquisto di elettrodomestici.

Tale obbligo che ha reso più complesso l’accesso alle detrazioni fiscali del 50% per i lavori in casa e che prevede l’invio all’ENEA della comunicazione con il dettaglio delle spese sostenute entro il termine di 90 giorni dalla fine dei lavori (collaudo).

L’obbligo non riguarda tutti i lavori effettuati, ma soltanto le tipologie comprese tra quelle che comportano un risparmio energetico ma che non fanno parte delle spese ammesse in detrazione con l’ecobonus.

Nella guida redatta dall’ENEA viene dettagliato l’elenco degli interventi edilizi e tecnologici per i quali è obbligatoria la trasmissione dei dati all’ENEA. Per gli altri interventi che non rientrano nel citato elenco non è necessario inviare alcuna comunicazione.

Nella medesima guida l’Enea fornisce le istruzioni per l’invio della comunicazione che, si rammenta, è fondamentale per l’accesso alla detrazione Irpef del 50%.

Alla data odierna, non è ancora stato reso disponibile il portale ENEA per le ristrutturazioni 2019.

"Nuove imprese a tasso zero" è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori. Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro che può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili. Gli incentivi sono rivolti alle imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni e/o da donne (senza limitazioni di età).

Sebbene non sia stato previsto un termine per presentare la domanda, una volta esauriti i fondi disponibili, non sarà più possibile presentare ulteriori domande.

Per ulteriori approfondimenti https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/nuove-imprese-a-tasso-zero

Si comunica che con il recente DL n. 79/2018, pubblicato sulla G.U. 28.6.2018, n. 148, il Legislatore ha disposto la proroga al 01 gennaio 2019 del termine per l’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica con esclusivo riferimento alle “cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione”.

Conseguentemente, fino al 31.12.2018 sarà possibile continuare a certificare l’acquisto di carburante per autotrazione con le vecchie modalità quali la compilazione della carta carburante, i contratti di netting stipulati con le compagni petrolifere, ecc. (per gli approfondimenti sull’argomento si rimanda alle precedenti circolari del 23 maggio e del 21 giugno).

Attenzione: il provvedimento non modifica le altre disposizioni introdotte dalla finanziaria 2018 così che:

- a decorrere dal 01 luglio 2018 la deducibilità dell’Iva e del costo dei carburanti sarà consentita esclusivamente se i pagamenti verranno effettuati con mezzi di pagamento tracciabili;

- a decorrere dal 01 luglio 2018 rimane l’obbligo di fattura elettronica per prestazioni rese da subappaltatori /subcontraenti della filiera delle imprese nell’ambito di un contratto di appalto pubblico.

Con la risoluzione n. 27/E del 9 aprile 2018 l’Agenzia interviene sul tema degli investimenti in beni strumentali tecnologici che consentono una maggiorazione del 150% del costo al fine del calcolo dell’ammortamento deducibile (cosiddetto Iper ammortamento): secondo l’Amministrazione finanziaria, la perizia può essere resa anche successivamente alla realizzazione dell’investimento, senza che il bonus venga perso o decurtato. L’agevolazione competerà a decorrere dall’esercizio in cui sarà disponibile la perizia giurata.

Vedi Circolare

Il garante della privacy ha elaborato e pubblicato sul sito www.garanteprivacy.it una guida utile all’applicazione del Regolamento UE 2016/679 che entrerà in vigore in Italia il 25 maggio 2018.

Il testo della Guida è articolato in 6 sezioni tematiche:

  1. fondamenti di liceità del trattamento;
  2. informativa;
  3. diritti degli interessati;
  4. titolare, responsabile, incaricato del trattamento;
  5. approccio basato sul rischio del trattamento e misure di accountability di titolari e responsabili;
  6. trasferimenti internazionali di dati.

Attraverso raccomandazioni specifiche vengono suggerite alcune azioni che possono essere intraprese sin d'ora perché fondate su disposizioni precise del Regolamento che non lasciano spazi a interventi del Legislatore nazionale.